30.3.09

telegrafico.

Ci sono ancora.
Vita e lavoro mi stanno rubando tutto il tempo disponibile.
Ma sto ancora benino, tranquilli.
Torno appena ho due minuti e qualcosa da dire.

26.3.09

Tutti statalisti con il culo degli altri.

Mentre a Singapore vengono legalizzate le donazioni a favore di chi cede un qualche organo (un modo gentile per dire che adesso, chi se lo potrà permettere, potrà comprare gli organi da soggetti vivi), in Italia perdiamo il diritto a decidere della nostra vita.
Sono sicuro che, da qualche parte, una via di mezzo debba esserci.

Mi piacerebbe postare qualcosa di più articolato ma mi sento spaesato e sinceramente incazzato.

p.s.
Non fa strano pensare a come il premier, quando si tratta di aziende e economia, sia sempre in prima linea per condannare l'ingerenza dello stato e si scopra invece uno statalista, quando si parla del culo degli altri?

24.3.09

nonna presa di forza di una gang bang porno

Pur trovandoli molto divertenti, non m'è mai venuta voglia di fare il classico post con le chiavi di ricerca più assurde con cui la gente arriva a questo blog.
Quella qui sopra però, mi ha fatto riflettere: fosse che, da qualche parte lungo il cammino, io abbia preso la strada sbagliata?

23.3.09

Ma quanto è bella...


...l'edizione francese di Battaglia edita dai tipi della Emmanuel Proust Editions per l'etichetta Atmospheres?
Cartonata, con una splendida resa di stampa, alcuni contenuti inediti e una grafica favolosa.
Sono proprio contento.
Peccato che sia scritta in francese.

La crisi, LA CRISI!

Dalla vetrina di un negozio di vestiti, su Via Appia Nuova.

22.3.09

E ancora... divinità del metallo.


Il problema dei buoni concerti rock è che, quando sono finiti, ne vuoi ancora. Quindi, già sono in fregola per il prossimo Gods.
La giornata di Domenica non mi avrà (peccato per i Down e i Napalm Death) ma a quella di sabato ci sarò di sicuro.

Chissà come sarà ridotta la bella Lita.



E per far contento Medda, eccovi pure un paio di video:

20.3.09

Sarei dovuto venire a citofonarti prima.


Certe volte ti capita di tornare indietro, perché dove stai, stai male.
Altre volte devi tornare perché c'è qualcuno che ti aspetta e tu non ce l'hai il coraggio di dirgli che stai meglio lontano.
Oppure capita che torni indietro perché hai fallito, o hai paura, o hai solo voglia di nasconderti in un posto familiare. Oppure perché stai sanguinando e non conosci nessuno che ti sappia ricucire. O perché più avanti non ci puoi andare, e allora tanto vale girare i tacchi e farsi la strada a ritroso.
Personalmente, sono ritornato indietro per tutte queste ragioni e anche per altre, ancora peggiori.
Oggi però torno verso casa perché non c'è altro posto al mondo in cui vorrei stare.
Tra le braccia della mia bellissima Mamma Roma, sprofondato con la faccia tra le sue cosce, avvinghiato contro di lei fino a limare le mie ossa con le sue. A ridere con lei, a svegliarmi con lei accanto e tutto intorno. A dissetarmi dalle sue fontane, a sfamarmi dai suoi seni, a solcare le sue strade segrete. A amarla e violentarla, a prenderla a schiaffi, baci e carezze fino a  farle rovesciare gli occhi e sentirla ridere e mugugnare.
Roma mi nutre. Roma mi rende felice. Roma mi fa sentire sano al punto che lo divento davvero.
Mi sono innamorato di tanti posti diversi in vita mia, ma ho capito che ne ho amato solo uno. Anche quando l'ho perso di vista.
E a questo punto, credo proprio che l' amerò per sempre. 
O per quello che è.


Milano-Dutch Forum: AC/DC 19.03.2009

Degli AC/DC si dice che per ogni quarantenne che smette di ascoltarli, c'è un quattordicenne che comincia.
Non è vero.
Nessun quarantenne smette di ascoltarli.

Al concerto arrivo tardi e impreparato, tanto è vero che non ho idea della scaletta e non conosco il nome del gruppo spalla.
Scopro che sono i The Answer, il che mi rende piuttosto felice perché il loro primo disco (
Rise) mi è piaciuto da morire e il secondo (appena uscito), conto di comprarlo quanto prima.
La fila fuori dal Dutch Forum è ordinata, tranquilla e scorre rapida, sarà forse perché fuori c'è più polizia (tutta in rigorosa tenuta anti-sommossa) che a Roma-Fiorentina: mi viene da pensare che la Moratti abbia un'idea tutta sua di un concerto hard rock. Faccio spallucce e, insieme con la mia amica Erica, mi appropinquo al palazzetto. Erica ha il biglietto per sabato ma conta di imbucarsi anche a questa data di giovedì, dopo l'inizio del concerto. Dice che per il suo gruppo è una roba normale e che ci riescono sempre senza troppi casini.
Io entro.

Il palco è a forma di "T", con una lunga passerella che fende in due la zona centrale.
Al termine della passerella c'è una piattaforma circolare.
Questo delle piattaforma è un dettaglio importante, ricordatevelo.
Il mio piano è quello di trovarmi un posticino comodo sugli spalti e godermi il concerto tranquillo.
Non sono più così giovane da mettermi a sgomitare sotto il palco e, in più, sono stanco e malconcio: la protesi, dopo quattro mesi di onorato servizio, ha deciso di cominciare a fare le bizze e quindi, per tenere sotto controllo febbre e infezione, mi sto bombando di antibiotici che mi stendono a terra.
Però, un giretto in platea, intorno al palco, me lo faccio... giusto per vedere che aria tira.

Cinque minuti dopo sono a due teste di distanza dalle transenne e, tutto sommato, la situazione non mi sembra così tragica: decido di rimanere dove mi trovo per qualche tempo, giusto per vedere Angus e soci da vicino.

Sul palco salgono i The Answer.
Il set è spartano, l'amplificazione ridotta e gli arrangiamenti troppo tirati. Devo ammettere che il tutto si rivela un pochino deludente, specie perché mi aspettavo molto.
La folla intorno a me comincia ad agitarsi sul serio. Un tipo si indigna perché trova inconcepibile che la gente dietro di lui spintoni la sua ragazza. Strano... in fondo, siamo solamente a un concerto rock di una delle band più famose del mondo, la gente dovrebbe stare buona e ferma, ecchecazzo!
Un altro tipo, un cristone alto come me ma più largo, si volta di scatto e decide di pulirsi le mani sulla faccia di un ragazzino spaurito dietro di lui. Proviamo a fermarlo ma poi si spengono le luci e inizia la roba seria e del ragazzino, di colpo, non frega più un cazzo a nessuno.

Il megaschermo alle spalle del palco comincia a trasmettere un cartone animato.
Un treno. Gli AC/DC a bordo.

Angus in sala macchine con due tipe che lo irretiscono, poi lo legano, poi si lanciano fuori dal treno ma non prima di averlo sabotato, lanciandolo a folle velocità sui binari.

Angus si incazza, si libera, prova a fermare il treno... è troppo tardi.
Esplosione.

Lo schermo si apre.
Il treno, un cazzo di fottuto, gigantesco, treno, piomba in mezzo al palco, sbuffando e fischiando.
Si attacca con Rock N' Roll Train.
Gli AC/DC sembrano in forma. Io no. Decido che ne ho abbastanza di avere un gomito in mezzo alla schiena e che è venuto il momento di arretrare fuori dall'area di pressione. Più facile a dirsi che a farsi. Finisco in mezzo a un pogo improvvisato dove sfrutto il fatto di essere alto per sopravvivere.
Mi trovo un posto comodo, praticamente sotto la piattaforma centrale.
Intanto è la volta di Hell Ain't A Bad Place to be. Poi arriva Back in Black.
Angus fa il suo passo tipico e intanto si sussuegono Big Jack, Dirty Deeds Done Dirt Cheap, Shot Down in Flames, Thunderstruck, Black Ice.
Me la sto godendo ma non sono ancora al delirio.
Per il delirio serve The Jack.
Testosterone e sciovinismo vanno alle stelle. Le immagini sul megaschermo mostrano 
ragazze pescate dal pubblico, tutto contente di aver aver preso il Jack. Le fidanzate vengono immolate sull'altare di Angus e Brian (e degli altri componenti della band che, come al solito, fanno decisamente da tappezzeria, a livello scenico) e tutti sono contenti e arrapati.
La campana cala da sopra il palco e attacca "Hell Bells".
Di seguito Shoot to Thrill, la mediocre War Machine, Anything Goes, You Shock Me All Night Long. Comincio quasi a rilassarmi e a riprendere fiato ma ecco T.N.T., il mio pezzo preferito in assoluto della band australiana. Urlo, ballo, salto, voglio bene al mondo, abbraccio gente sudata, perdo gli occhiali da sole e via dicendo. Si prosegue con Whole Lotta Rosie e Let There Be Rock. Una donna gigante viene gonfiata sopra il treno e animata benissimo.Per concludere: ricordate la piattaforma al termine della passerella centrale di cui parlavo all'inizio? Quella su cui, per tutta la durata del concerto, Brian si è avventurato poche volte e Angus, fino a questo momento, mai? Ecco il perché:
Assolo straordinario con tanto di convulsioni a terra da parte del Gollum dell'hard rock, poi un encore deludente con Highway to Hell e For Those About a Rock e tutti a casa. Mi ci vuole un minuto per capire che non hanno suonato It's a Long Way to the Top if You Wanna Rock 'n' Roll e che il concerto è stato un pelo più breve di quanto mi sarebbe piaciuto.
Alle 11 sono fuori dal Dutch, un orario da orsoline (grazie Letizia). Fa freddo ma Erica m'ha portato il giubbotto: non è riuscita a entrare a causa di squadre antisommossa particolarmente incattivite. Peccato, Si rifarà sabato.
Che dire?
Per quasi due ore non ho sentito la febbre, la stanchezza e gli acciacchi.
Potere del Rock.


p.s.
nota a margine: per quanto Brian Johnson mi piaccia, non si può parlare degli AC/DC e non infilare almeno una volta nel discorso una nota di rimpianto per la prematura scomparsa di Bon Scott. E' un trito stereotipo a cui non me la sento di sottrarmi. Quindi... bravi sì, ma con Bon Scott era un'altra cosa.

For those about the rock...

...WE SALUTED YOU!
Sono a casa (di Tito, non mia).
Mi ripiglio e posto la cronaca, non ragionata, del concerto.
Per ora, posso solo dire... CHE CAZZO DI ROBA!

19.3.09

La paura esiste in questo dojo?

Il laboratorio sul fumetto che sto tenendo alla scuola di Milano sta venendo bene.
E' interessante anche per me perché, in cinque giorni per tre ore al giorno, sono costretto a codificare un mucchio di aspetti del mio lavoro per farli capire a ragazzi e ragazze che hanno bisogno di una esposizione chiara e ragionata... il che significa che, certe cose, finita la lezione, diventano più chiare anche al sottoscritto.
In compenso, sarà perché la salute sta ricominciando a scricchiolare, sarà perché proprio non ci sono tagliato per un lavoro che mi costringe a uscire tutti i giorni, ma tutta questa faccenda mi sta stancando tanto e tutti i giorni ho voglia di far sega.
Il che mi fa riflettere: ma se non fossi riuscito a fare il (comodo) lavoro che faccio, come cazzo sarei potuto campare?
Gli impiegati, gli operai, le commesse e via dicendo, sono degli eroi.

Detto questo... oggi, dopo la lezione c'è questo:Non sto nella pelle.
Domani vi racconto.

17.3.09

Che certe volte non capisci se ti sei perso o trovato.

Dieci anni fa, quando venivo a Milano, stavo a casa Troglo, con Luca Bertelè, Mauro e Giovanni. Diego (Cajelli) stava in un'altra casa ma era lo stesso perché stavamo quasi sempre tutti insieme e facevamo tutte quelle cose che fanno i gggiovani tipo gli universitari fuori sede che fanno casino, stanno sempre fuori, dormono poco o troppo, bevono, si drogano, importunano le tipe, pensano di spaccare il mondo e via dicendo.
Oggi, dieci anni dopo, sono a casa più o meno con le stesse persone: siamo tutti fidanzati seriamente, qualcuno è sposato qualcuno ha dei figli, qualcuno è incinto, nessuno ha spaccato il mondo, quasi tutti hanno un mutuo sulle spalle e tutti abbiamo un lavoro stabile. E questa sera guardiamo X-Factor tutti insieme.
E' divertente.
Ma cazzo se è diverso.

Ho deciso che questa notte, per sentirmi ancora giovane, mi ascolterò "Invaders Must Die" forte, forte.
Però in cuffia.



p.s.
Nota a margine: Diego guarda X-Factor in maniera serissima e piglia pure appunti!

Nuovo De:Code

De:Code cambia forma e da sito web, si trasforma in rivista in formato PDF.
Cambia anche approccio, ma questo lo scoprirete da soli, leggendolo QUI.
La copertina è di maestro Dell'Edera e dentro ci sono tanti pezzi interessanti.
Ah, sì, c'è pure un pezzo mio sui videogiochi.

16.3.09

Fumetterni.

Mi piacerebbe dire di essere a Roma, di ritorno da Terni. Ma, in realtà, non sono tornato.
Sono a Milano per il corso (questo QUI ) e per il concerto degli AC/DC.
Comunque, ecco il rapido resoconto di una fiera alla sua prima edizione da cui non mi aspettavo nulla e che invece mi ha piacevolmente sorpreso.
Forma semplice e pochi fronzoli, ma le idee degli organizzatori erano chiare e quello che ci doveva essere, c'era: passione, amore, fumetti (compresa qualche novità presentata in anteprima o in edizione fiera), ospiti (tanti, alcuni anche molto grossi, come Giorgio Cavazzano) e gente (più di quella che mi sarei aspettato e quasi da far invidia a fiere blasonate).
Lo spazio della manifestazione era adeguato, anche se non enorme, e ben arieggiato.
Io potenzierei l'aspetto culturale (presente, interessante, ma non ricchissimo) e ripenserei all'area game (sarebbe proprio da valutare se c'è la necessità di uno spazio del genere, alla luce del risultato).

Sul fronte personale, la conferenza con Valenti è andata piuttosto bene, ho incontrato vecchi amici, conosciuto meglio amici nuovi, e ho dato un volto a individui che, per troppo tempo, non lo hanno avuto.
Insomma, una buona esperienza e una fiera da premiare.

12.3.09

Da dopodomani sono qua.

Mi troverete allo stand BD per tutta la durata della manifestazione e, nel giorno di sabato 14, dalle 14 e 30 alla 15 e 30, a moderare l'incontro con Leonardo Valenti, sceneggiatore dei volumi La Banda della Magliana e Il Massacro del Circeo e della serie televisiva di Romanzo Criminale.

Cit: Sono stato frainteso.


Allora, meglio specificare che poi lo so come vanno queste cose: uno scherza dicendo che è "la rockstar del fumetto italiano" e poi finisce che la Repubblica riprenda la definizione e che l'etichetta ti resti appiccicata come una roba vera, detta seriamente. Il che, ammettiamolo, nel caso specifico non è una cosa che mi dispiaccia.

Discorso un pelo diverso invece per quello che riguarda la definizione di "fascista zen del fumetto postmoderno".

Andiamo con ordine.
Qualche tempo fa ho rilasciato un'intervista a Pieluigi Biondi, giornalista del Secolo D'Italia che potete trovare QUI.
Il pezzo è piaciuto e, con l'occasione dell'annuncio della miniserie incentrata sul lavoro di Licia Troisi, il quotidiano ha pensato che non sarebbe stato male dedicarmi il paginone centrale del supplemente culturale del giovedì.
Già lo so cosa state pensando, sinistrelli che non siete altro: "Il Secolo ha un paginone culturale?!"
Ebbene sì... e non è nemmeno male.
Comunque sia, l'articolone è uscito oggi su ben due pagine, a firma di Roberto Alfatti Appetiti e potete trovare la sua versione online QUI.

E veniamo al dunque: premesso che il pezzo mi è piaciuto e che ha comunque blandito il mio spaventoso ego, e assodato pure che non riporta nulla che io non abbia detto, è innegabile che estrapolando determinate affermazioni da determinati contesti, la figura dell RRobe che ne viene fuori è decisamente a uso e consumo dei lettori affezionati del quotidiano e che io finisca per apparire come un incrocio tra "Il Nero" di Romanzo Criminale e Yukio Mishima (ma senza la parte gay della faccenda).
In particolare, mi duole che le mie affermazioni sui centri sociali di destra siano state isolate dal contesto originale e abbiano assunto una valenza diversa da quella che avevano in origine.
Detto questo, non rimprovero nulla al giornalista quanto, piuttosto, a me stesso:
confrontarsi con gli accondiscendenti (e spesso amatoriali) giornalisti fumettistici è una cosa diversa dal fare quattro chiacchiere con quelli dell'informazione generalista della carta stampata... mi devo fare più scaltro e usare strumenti di comunicazione meno fraintendibili.
Vabbè, è tutta esperienza.
Adesso vado a fare qualcosa di sinistra, così, giusto per equilibrare.

Me lo spiegate come se fossi un bambino di tre anni?


Sul serio, senza entrare nel merito della bontà o meno di questo governo, mi spiegate il senso del nuovo disegno di legge sulla sicurezza che obbliga i medici a denunciare gli immigrati clandestini che dovessero rivolgersi a loro per farsi curare?
Aldià che tutta la faccenda mi sembra in serio contrasto con gli obblighi deontologici dei medici... quello che proprio non capisco è: ma a cosa dovrebbe servire una cosa del genere?
All'ordine pubblico?
Ma non è evidente che se una cosa del genere dovesse passare, quello che succederebbe immediatamente dopo è che gli immigrati clandestini, invece di rivolgersi a veri medici, dovrebbero andare a farsi spennare da qualche segaossa clandestino?
In più, ma una cosa del genere non comporta un rischio per la comunità tutta? Intendo dire... è probabile che, d'ora in poi, un immigrato clandestino malato ci pensi due volte prima di andare a farsi vedere da un medico, questo non potrebbe far aumentare il rischio che scoppino focolai di malattie pandemiche?
Cioè, è un problema mio che mi sfugge qualcosa (nel qual caso, vi prego, spiegatemelo) o è proprio questa legge che è una cazzata pensata davvero male?

[RECE] 24: day 7 -i primi 12 episodi-

E metà della settima stagione di 24 è andata.
Che dire?
Lo sforzo della produzione e degli sceneggiatori per dare nuova vitalità a una serie che secondo alcuni (ma non il sottoscritto) stava cominciando a mostrare la corda, è evidente e non si esaurisce solo in un nuovo scenario (Washington al posto di Los Angeles) e in una serie di nuovi e azzeccati personaggi, ma coinvolge il cuore stesso di questa serie: Jack Bauer.
Ammettiamolo, dopo sei stagioni e un film passati a vedere Jack costretto a prendere decisioni impossibili e a pagarne il prezzo, la sua figura aveva assunto contorni cristologici.
In questa settima stagione, invece, gli sceneggiatori imboccano una strada coraggiosa e pur mantenendo fermo uno dei capisaldi tematici di tutta la serie (cosa si sarebbe pronti a fare in nome del bene maggiore?), ci presentano un Bauer talmente disumano da risultare alieno anche ai suoi più affezionati sostenitori. In più, intorno a lui costruiscono tutta una serie di nuovi personaggi che non sono disposti ad accettare le sue decisioni solo in virtù del fatto che lui "è Jack Bauer e ha già salvato il mondo libero sei volte di fila" e che anzi, lo mettono in discussione pesantemente, anche a ragion veduta.
Insomma, come al solito la serie di 24 risulta essere scritta con intelligenza, acume e forte spirito critico, in primo luogo verso gli Stati Uniti.
Meritevole anche il tentativo di riportare tutta la narrazione su meccaniche più prossime a quelle delle prime tre stagioni (le più amate dagli spettatori) rispetto a quelle delle ultime tre. C'è più intreccio e tensione in questo Day 7 e, fino a quando il meccanismo funziona, tutto sembra filare come un treno anche quando Jack non tortura qualcuno ogni venti minuti.
Purtroppo non sempre il meccanismo funziona e alcune tare congenite della serie e certi vizi che sono maturati stagione dopo stagione, sono ancora presenti:

- ancora una volta la serie sembra andare in stallo dopo la risoluzione del primo intreccio narrativo. Una volta risolto il "primo grosso problema", si fa fatica a credere (e a venire coinvolti) negli ulteriori sviluppi delle vicende (e se lo dico adesso che siamo solo a metà della stagione, mi chiedo cosa dirò quando sarà finita).

- dopo la dipartita di Palmer e della sua famiglia, la serie è sempre più "Jack Bauer dipendente". Quando Jack manca dallo schermo per troppi minuti, manca il sole. E a poco servono gli encomiabili sforzi degli sceneggiatori e del cast dei comprimari per mantenere desta l'attenzione.

- alcune meccaniche, sin troppo reiterate attraverso i 150 episodi prodotti fino a questo momento, sono davvero logore.

Per il resto, siamo sempre davanti a uno dei prodotti televisivi più ambiziosi e meglio realizzati di sempre... quindi chiniamo il capo davanti a sua maestà, Jack Bauer.

Ultime note di merito riguardo al cast, che può contare sulla maggior parte dei volti amati delle stagioni precedenti con l'aggiunta di John Voight, Kurtwood Smith (il classico attore che tutti amano odiare), Cherry Jones e la bravissima Jeneane Garofalo. Da segnalare anche la bella prova di Annie Wershing, chiamata a interpretare il contraltare di Jack e vero cuore pulsante di questa stagione (non dico di più per evitare spoiler).

Insomma, di 24 ho visto sei stagioni e mezza e un film... e ne voglio ancora.
Un risultato molto migliore di quello ottenuto, per esempio, da Lost (giusto per fare il nome di una serie diventata, per me, intollerabile sin dalla quarta stagione).

11.3.09

[COVER] John Doe 72: chi non salta...

di Recchioni e Genovese

Già pronti per la teglia.

Lo so: le foto dei gatti fanno tanto blog di TopGirl.
Però, questa volta proprio non ce l'ho fatta a resistere.
Zelda e il povero Merlino, dietro di lei.

Un bel primo piano.

La visione in pianta è la mia preferita.
Sembrano una scatoletta di tonno.

Gli compro una cesta più grande o ormai aspetto che tanto sono vecchi?
Chissà cosa ne penserebbe il vecchio Alf...

10.3.09

Guerre Stellari ha tutte le risposte. Sempre.

Battute sulla vita sentimentale di Franco Frattini, autoironia sulla sua età, imitazioni e aneddoti divertenti...
Il riassunto di una puntata dello Zelig? No, la cronaca dell'intervento del nostro premier all'assemblea dei gruppi parlamentari del PDL.

Nel frattempo...
l'opera eversiva di distruzione dello vecchio stato italiano continua.
Dopo aver deleggittimato la magistratura in ogni modo possibile, dopo aver criticato apertamente la costituzione e messo in discussione pesantemente la figura del capo dello stato, dopo aver fatto a pezzi la scuola pubblica in favore di quella privata, dopo aver messo in imbarazzo le forze di polizia, prima con l'intervento dei militari nelle strade (che, evidentemente, i poliziotti non sanno presidiare) e poi con l'approvazione delle ronde civiche (visto che la polizia non ci difende, ci pensiamo direttamente noi cittadini), adesso è il turno del parlamento.

"i nostri deputati, che sono persone del fare e non funzionari di partito, si sentono deprimere in Parlamento con votazioni continue."
Dice il premier.

E quindi al via una proposta per abolire il voto del singolo individuo a favore di quello dei capogruppo. Ovvio che, se qualcuno se la sentisse di dissentire, potrebbe votare in maniera autonoma e come voce fuori da coro.
I politici di lungo corso, anche in seno al PDL, fanno spallucce e minimizzano ma il premier incalza e sembra avere pronta anche una proposta di legge di iniziativa popolare per dimezzare il numero dei parlamentari.
Il tutto in nome di una maggiore governabilità e di tempi di approvazione di leggi e decreti più rapidi.
Sostanzialmente, Forza Italia con il pieno supporto della Lega e il criminale silenzio assenso di AN, sta destabilizzando ogni organismo e istituzione dello stato... e lo sta facendo stando al governo, senza nemmeno una marcetta su Roma, tanto per gradire.
Vi giuro, se non fosse che la stiamo pagando direttamente in prima persona, finirei per stimare tanta audacia e tanto zelo nella messa in atto di un piano a lungo meditato.

Eppure, tutto questo mi ricorda qualcosa...

"Il Senato Imperiale non ci creerà più nessuna preoccupazione. Ho appena ricevuto notizia che l'Imperatore ha sciolto il Consiglio definitivamente. Gli ultimi avanzi della vecchia Repubblica sono stati spazzati via."

"È impossibile! Come fa l'Imperatore a mantenere il controllo senza la burocrazia?"

"I governatori regionali ora hanno il controllo diretto dei loro territori. La paura terrà in buon ordine i sistemi locali."


p.s.
sperare che un caccia Ala X si infili dentro Palazzo Montecitorio e scarichi una bomba in una tubatura dei cessi è tacciabile di essere un pensiero terrorista o solamente nerd?

Stanno tornando tutti!


Uscito un anno prima di Rambo II, Missing in Action (da noi Rombo di Tuono) è un manifesto del cinema reganiano anni '80.
Ci credereste che, alla faccia di Obama, ne stanno facendo un remake?
E' un produzione WWE (i tizi del wrestling), quindi aspettatevi un John Cena (o qualche altro wrestler) al posto del vecchio Chuck.

A quando un remake di Thunder?

p.s.
notare che Il Morandini toppa clamorosamente definendo questo film un sottoprodotto di Rambo II quando, se vogliamo, è l'esatto contrario. Mi piace sempre la sciatteria con cui la presunta critica seria parla del cinema di serie b.

9.3.09

[RECE] The Wrestler



La prima cosa che va detta a merito dell'ultimo film di Daren Aronofsky è che non va a cercare il facile colpaccio sentimentale.
Il film è dolente e emozionante, ma la dignità narrativa e la sobrietà dello sguardo con cui il regista mette in scena lo script di Robert D. Siegel, evitano a The Wrestler di diventare una elegia in stile Rocky Balboa o un melodramma compiaciuto della sua retorica pessimista come Requiem for a Dream.
Tutto il merito del film è nella misura, nella sottrazione, nel tono realistico, dolente ma non melodrammatico, con cui la materia viene affrontata.
Persino gli stereotipi più biechi e logori (come quello della spogliarellista, mamma single e con il cuore d'oro) vengono redenti grazie a un linguaggio narrativo semplice e schietto che punta dritto a cuore e alla pancia. Insomma, messi da parte gli orpelli di The Fountain, Aronofsky torna alle basi del suo cinema, realizzando una pellicola che ha l'odore della verità, pur non sottraendosi a nessuno dei topoi narrativi tipici di questo genere di storie.
Inutile sottolineare la prova d'attore di Mickey Rourke che, in questo film, trova una tale corrispondenza e identificazione nel personaggio di Randy "The Ram" Robinson da dubitare che possa mai interpretare qualcosa di diverso, d'ora in poi.
Bravissima (e bellissima, e sexy, e vera) la Tomei.

E ora una nota personale:
poteva non piacermi un film che, tra le linee di dialogo, sputa sopra la musica deprimente degli anni '90, esaltando e quella degli '80 ed è accompagnato da una colonna sonora composta di brani di Cinderella, Guns N' Roses, Ratt, Accept, Scorpions, Slaugther e via dicendo?

p.s.
sulla scena con il Nintendo 8 bit ho pianto come un vitello sgozzato, lo ammetto.

p.p.s.
il prossimo film di Aronofsky dovrebbe essere il remake di RoboCop... non so se tremare o esultare.

7.3.09

[RECE] Watchmen


Bello.
Molto bello.
Non credo che ci sia molto altro da aggiungere se non che Snyder, per la terza volta consecutiva (dopo "Dawn of the Dead" e "300") fa sembrare facile fare un film impossibile e lo fa concedendo poco (giusto qualche spettacolarizzazione superflua in nome della vendibilità), osando tanto (la scena di sesso più esplicita mai vista in un blockbuster negli ultimi dieci anni e tanta, tanta, violenza con pochi compromessi), non rinunciando a nulla e costruendo un nuovo finale che (e qui dirò un'eresia per i talebani di Moore) mi è parso più coerente e unitario di quello del fumetto.
Massimo rispetto per lui e per tutti quelli di cui si circonda.

Poi, se parliamo dei miei gusti più strettamente personali, non ho apprezzato particolarmente le doti atletiche superumane che tutti i personaggi sembrano possedere (fatto che snatura un poco il senso di Doc Manhattan e la scena con la pallottola di Ozymandias) e la prima scena su Marte, molto più debole che nell'opera originale (ma quella è una sequenza che è un capolavoro assoluto nell'utilizzo del media fumettistico, molto difficile da rendere in qualsiasi altro contesto).
In compenso, ho adorato tutte le scene in cui Snyder ha deciso di far sentire la sua voce, anche raccontando più di quello che c'è nel fumetto e mettendoci del suo.
Insomma... un gioiello.

Suiboku.

Ho comprato dei nuovi pennelli per la china.
Ancora non ci siamo ma quasi.

6.3.09

Ma quanto mi piace...

...Massimo Dall'Oglio.
Questo suo omaggio a David Murphy ha colto in pieno lo spirito del personaggio, pur rimanendo estremamente fedele al suo stile di disegno.
Ah, tra le altre cose, Massimo è il disegnatore che illustrerà l'ultimo episodio della terza stagione di John Doe.

'Mazza che bello.


World Builder from Bruce Branit on Vimeo.
Pare che questo Bruce Branit si sia fatto tutto questo video da solo, lavorandoci sopra nei ritagli di tempo per due anni di fila.
Davvero bello.
E pure utile per della roba che sto scrivendo.
Ringraziamenti all'Uzzeo per la segnalazione.

5.3.09

Laboratorio di fumetto.

Pare che dal 16 al 20 sarò a Milano per un laboratorio organizzato dalla Scuola del Fumetto.
Sarà una roba abbastanza tecnica ma non per soli adepti.
In tutto saranno 4 lezioni (il 16, il 17, il 18 e il 20) mie e una di Matteo Cremona (il 19) dove si parlerà, principalmente, di narrazione e di come il fumetto si declini a essa. Le lezioni saranno pomeridiane (dalle 14 e 30 alle 17 e 30) e il 20 io indosserò di sicuro una maglietta degli AC/DC e ci sentirò poco.
Il costo del corso (per gli esterni) mi dicono che è di 150 euro e sono aperte le prenotazioni.
Per informazioni: 028393267-028356371.

Deflorazione di un nuovo Mac mini.



Salve.
Sono un early adopter.
Forse vi ricorderete di me in opere drammatiche come "Ho comprato un Macbook Intel al giorno dell'uscita e adesso ho le plastiche gialle e la batteria morta", oppure "Mi sono messo in casa una Xbox 360 al dayone e mi si è acceso un disco rosso in fondo all'animo".
Comunque sia, non mi lamento di questa mia condizione perché cedere agli impulsi consumistici ossessivi/compulsivi è una cosa che mi dà gioia e mi rasserena l'animo, quindi accetto consapevolmente i rischi connessi e sopporto stoicamente i sensi di colpa.
Inutile dire che quando a questi impulsi è anche collegata anche la reale necessità, le cose vanno meglio.

Facciamola breve: a forza di regalare i miei computer e a causa di qualche acquisto poco oculato, la mia dotazione casalinga hardware si è ridotta al MacBook Air (su cui lavoro normalmente e su cui mi trovo davvero bene), a un nettop EEE 700 da battaglia con Linux, e a un mini-desktop (un EEE Box) da usare come mulo. Perdipiù, l'EEE Box, oltre a essersi rivelato una macchina davvero troppo lenta, ha pure tirato le cuoia dopo quattro mesi di utilizzo (io e i sistemi Win non andiamo d'accordo, c'è poco da fare).
Nessuna di queste macchine, purtroppo, è adatta per far girare Photoshop e, visto che m'è tornata prepotente la voglia di disegnare, mi è sorta la stretta necessità di comprare un fisso di adeguata potenza.

Avendo già a casa un Cinema Display della Apple, ho scartato da subito l'idea dell'Imac e, non essendo nato ricco, ho abolito anche l'idea di un MacPro.
L'unica scelta possibile era un Mac mini, macchina che ho adorato sin dalla suo esordio (il primo modello G4 è ancora usato da mia madre e fa splendidamente il suo porco lavoro) ma che la Apple ha lungamente trascurato in tempi recenti.
Due giorni fa, però, la linea ha ricevuto un sostanziale aggiornamento con nuovi processori, nuova scheda grafica (una piuttosto performante Geforce 9400M) e un consumo energetico ridotto (il 45% in meno rispetto alla generazione passata per quello che, a detta di Apple, è il computer a minor consumo energetico del mondo). In più ha un mucchio di porte USB, connessioni video a strafottere, firewire, ethernet, bluetooth e wi-fi. Ovviamente, insieme alla macchina, viene data pure tutta la suite di programmi ILife '09 che ero piuttosto curioso di provare.
Insomma... potevo resistere?
Per il poco che l'ho potuto testare, questo nuovo Mac mini sembra rispettare la tradizione legata al suo marchio: è una macchina solida, silenziosissima, che fa bene il suo lavoro. Il prezzo è un pelo sopra quello che per me sarebbe stato giusto ma, tutto sommato, le offerte di macchine analoghe del settore Win non costano di meno.
Quando lo avrò messo alla prova in maniera più seria posterò qualche riflessione maggiormente approfondita.

Dragon Ball Evolution: anteprima esclusiva!


Se in giro non ci fosse Watchmen, il film tratto da un fumetto più chiacchierato, contestato, discusso e atteso dagli appassionati di tutto il mondo, sarebbe sicuramente Dragon Ball Evolution, adattamento live action dei personaggi creati da Akira Toriyama.
Ma, visto che Watchmen è ormai prossimo, buttiamo il cuore oltre l'ostacolo e andiamo a vedere a cosa ci aspetta.

Dragon Ball Evolution, diretto da James Wong (già dietro alla macchina da presa di pellicole come Final Destination, e The One), vede tra gli interpreti numerosi volti noti e amati, tra cui Chow Yun Fat, nel ruolo del Maestro Tartaruga, e James Masters (lo Spike di Buffy The Vampire Slayer) in quello di Piccolo... e, naturalmente, della bella Emmy Rossum nella parte di Bulma (che vedete qui sopra) .

Sin dall'annuncio di Dragon Ball Evolution, in giro per la rete si sono inseguite voci  e polemiche di ogni genere, alimentate anche dalla segretezza con cui tutto il progetto è stato portato avanti.
Oggi però è arrivato il momento per quelli della 20th Century Fox di svelare le loro carte con un primo filmato (una "featurette", per dirla in gergo tecnico).
Per presentare questo materiale in maniera esclusiva per l'Italia è stato scelto un blog: 
questo.

Quindi, se state morendo dalla voglia di scoprire se Bulma ha o meno i capelli azzurri, se Piccolo è davvero giallo e non verde e se Goku è ancora in grado di lanciare le sue onde kame hame... non dovrete fare altro che cliccare su uno dei link qui sotto.

Windows Media Video 850k
Quicktime 850k

E, infine, la pagina Facebook del film, che trovate QUI.

un ringraziamento a Stefano Piccoli per questa divertente occasione.

3.3.09

Evviva.


E finalmente, dopo tanto cincischiare, torna il disegno.
AUSONIA è davvero in spolvero in questi giorni.

'Affanculo i segni anemici e intimisti, 'affanculo le foto e le sperimentazioni.
Questa roba di Francesco è il trionfo del disegno e (in seconda istanza, del segno), su tante, troppe, seghe mentali e fighetterie d'artista.
Questi disegni sono il dominio di una mano forte su di una mente debole, l'indiscutibile vittoria del buon selvaggio sull'arido intellettuale.

p.s.
sì, ok... forse fanno un pelo troppo Liberatore e Bisley, ma chissenefrega. Avercene di più di roba così.